Settembre/Ottobre 2002
Pentium 4:
una tecnologia matura
Dopo
un avvio molto travagliato la tecnologia del Pentium 4 è arrivato ad un livello
di maturità molto elevato. Questo microprocessore, introdotto nel mese di
Novembre 2000 e inizialmente accolto dal mercato con un certo distacco, ha
catturato l'attenzione del vasto pubblico grazie ad un progressivo calo del
proprio costo d'acquisto, nonché alla crescente disponibilità di piattaforme
basate su memoria SDRAM prima, DDR poi, ben più economiche delle iniziali
basate sulla sola memoria Rambus. Infatti, se da una parte il Pentium 4
rappresentava il massimo dell'evoluzione, dall'altra il mercato non era ancora
pronto ad assimilarla e, dopo ripetuti cambiamenti, si è raggiunto un livello
di stabilità con le schede madri dotate di socket 478 che permettono di gestire
la RAM di tipo DDR a 266 Mhz e di pilotare sia i Pentium 4, sia le nuove
generazioni di Celeron.
Dopo un anno e mezzo di confusione e
instabilità quindi la situazione appare un po' più delineata e grazie al
successo crescente di Windows XP, l'ultimo sistema operativo di casa Microsoft,
anche chi era già dotato di un buon Pentium II, può fare un pensierino ad
aggiornare la propria macchina. Entro la fine dell'anno non sono infatti
previste modifiche se non alla frequenza interna della CPU, destinata a
raggiungere i 3 Ghz entro dicembre. Intel ancora una volta si sta portando in
vantaggio sulla piattaforma Athlon XP, grazie al processo di produzione da 0,13
micron che con l'impiego di wafer da 300 millimetri di diametro, permette di
utilizzare il doppio di processori della tecnologia concorrente.
Da metà maggio in poi, anche per i
microprocessori di fascia bassa è cominciato il passaggio dall'architettura
Pentium III a quella Pentium 4. Il nuovo Celeron parte da una frequenza da 1,7
Ghz e dimostra un sensibile calo di prestazioni rispetto al fratello maggiore.
Il motivo di maggiore interesse è però rappresentato dal fatto che
l'architettura complessiva è totalmente intercambiabile con quella del Pentium
4 e, quindi le schede madri sono praticamente le stesse, rendendo di fatto molto
semplice l'aggiornamento futuro (se ce ne fosse l'esigenza) dal Celeron al più
potente Pentium 4.
Marco Ramello