Marzo/Aprile 2001
La
memorizzazione delle immagini
Nella
fotografia digitale il rullino non e' più utilizzato, ed e' sostituito da
supporti in grado di memorizzare i valori numerici che descrivono le immagini
riprese e che ne permettono la ricostruzione nel pc. Tali supporti sono in
pratica delle carte di memoria simile a quelle presenti nei computer. Esse
possono essere integrate nella macchina fotografica, o possono essere
removibili. Nel caso in cui siano integrate, il trasferimento dei dati tra la
fotocamera e il computer avviene tramite un cavo seriale. In questo caso una
buona stima del tempo di attesa necessario per il trasferimento di ogni foto e'
di 30 secondi. Se si considera quindi che per trasferire trenta immagini
occorrono, secondo queste tempistiche, quindici minuti, si capisce che il
procedimento può diventare piuttosto tedioso. Le carte removibili hanno il
vantaggio di diminuire questi tempi di attesa e di mettere a disposizione una
memoria più capiente. Due sono i modelli che si possono annoverare tra gli
standard: la Compact Flash e la Smart Media.
Il
formato delle immagini: Alcune
caratteristiche relative al formato delle immagini digitali vanno prese in
considerazione nel momento in cui si decide di archiviare le proprie fotografie.
Chi ha un po' di pratica con i programmi di fotoritocco, certamente sa che ogni
software per l'elaborazione delle immagini e' in grado di salvare i dati in un
formato proprietario. Infatti, negli anni in cui la grafica digitale andava
affermandosi, abbiamo assistito ad una corsa, da parte dei produttori di
hardware o di software, per l'ideazione della struttura dati più adatta alla
memorizzazione delle immagini. Con il passare del tempo, e' tuttavia risultato
evidente, che il concetto di formato proprietario doveva essere superato, in
quanto sempre più spesso l'utente si trovava di fronte all'esigenza di portare
le proprie immagini da una piattaforma all'altra o da un programma all'altro.
Così oggi, ogni software di fotoritocco supporta, oltre all'eventuale formato
proprietario, anche tutti gli altri formati più diffusi. I più comuni sono:
Tiff, Jpeg, Gif.
Il
formato Tiff (Tag Image File Format) e' il formato più versatile attualmente in
utilizzo. Supporta infatti qualunque tipo di immagine, con qualunque profondità
cromatica ed e' dotato di alcune specifiche per la compressione dei dati.
L'unico inconveniente e' che, essendo disponibile in diverse versioni, può
capitare che una particolare applicazione incorra in qualche problema
nell'importare un'immagine salvata con un differente programma.
Il
Jpeg (Joint Photographics Experts Group) non e' un vero e proprio formato di
memorizzazione delle immagini, ma piuttosto un meccanismo di codifica dei dati
usato per ridurre la dimensione dei file. E' applicato ad immagini in formato
Tiff, e ne permette la compressione fino ad un fattore di circa 15 volte. Non e'
da usare durante un procedimento di fotoritocco in quanto ogni qualvolta
l'immagine viene salvata si ha una perdita di dettagli non visibili che assume
però un peso non indifferente sulle eventuali successive operazioni di
correzione cromatica.
Il
Gif (Graphics Interchange Format) e' stato sviluppato esplicitamente con
l'obbiettivo di realizzare un formato leggero adatto al trasferimento delle
immagini su canali multimediali.
Consumo
energetico: Uno degli
argomenti pù accattivanti in grado di convincere gli scettici ad acquistare una
macchina fotografica digitale, riguarda il fatto, che superato l'investimento
iniziale per l'attrezzatura, non si dovranno più sostenere spese per lo
sviluppo e la stampa delle pellicole. Tuttavia, i costi di mantenimento del
proprio hobby, vengono completamente annullati soltanto se si ha l'accortezza di
dotarsi di batterie ricaricabili. Molti modelli di fotocamera digitale ne sono
naturalmente dotati, e vengono quindi venduti accessoriati con il relativo
carica batterie. Se comunque così non fosse, il consiglio e' quello di
sostituire le pile stilo usa e getta di comune utilizzo, con pile ricaricabili.
L'investimento sarà ripagato in un breve periodo in quanto il consumo di
energia delle fotocamere digitali non e' indifferente.
silvano@bergese.net